Confartigianato donna impresa Fvg: la Ue definisca l’impresa rosa. Leggi lacunose

«L’Unione europea giunga a una definizione univoca di imprenditoria femminile, che consenta poi di intervenire sulle definizioni che contraddistinguono le leggi italiane e quella regionale del Friuli Venezia Giulia, attualmente piuttosto lacunose. Occorre, inoltre, il sostegno all’imprenditoria femminile nel suo intero ciclo di vita, nel convincimento che più donne imprenditrici e lavoratrici ci sono, più ne beneficia il Pil regionale, nazionale ed europeo».

Sono le istanze che la presidente regionale del Movimento Donna Impresa di Confartigianato Fvg, Filomena Avolio, ha presentato a Bruxelles nel corso degli incontri avuti con gli europarlamentari della regione in occasione della due giorni della Scuola di formazione politica, riservata ai Movimenti di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, che la delegazione del Friuli Venezia Giulia ha vissuto insieme a quella del Veneto. Complessivamente sono stati 31 i partecipanti. La delegazione era guidata da Stefania Multari, direttore delle Relazioni Istituzionali di Confartigianato Imprese,

«L’Europa molto ha fatto per le donne – sottolinea Avolio -, ma la conciliazione vita-lavoro, la salute, la cura propria e dei propri familiari, e il riconoscimento di questo lavoro, sono temi che vanno affrontati senza ulteriori indugi – puntualizza la presidente -, accelerando la crescita culturale attraverso azioni comunitarie positive».

Con gli europarlamentari Elena Lizzi, Marco Zullo e Marco Dreosto c’è stato un confronto sui diversi dossier di interesse: «Made in Italy, tracciabilità dei prodotti alimentari, accesso ai finanziamenti per consentire alle imprese di svilupparsi in un mercato ad alto tasso di competitività – elenca Avolio – il nuovo programma Horizon Europe, i tagli Fse e le pratiche commerciali sleali con gli strumenti europei per prevenirli.

Un confronto che, hanno assicurato gli europarlamentari, continuerà in regione. «È stato infatti accolto il reciproco invito all’approfondimento e alla collaborazione per la comprensione e risoluzione dei problemi legati alle imprese artigiane e a quelle femminili nello specifico», conclude la presidente Avolio.

Confartigianato, in occasione delle elezioni europee del 2019 ha avanzato, attraverso SMEunited, la sigla europea delle piccole e medie imprese, i punti importanti cui dare risposta in questa legislatura europea:

Codice Appalti, tempi di pagamento, il made in, la tutela e la tracciabilità dei prodotti italiani di qualità. A queste voci si aggiungono riforme del lavoro e dei sistemi di protezione socialegli incentivi su competenze e formazione professionale, il sostegno alla digitalizzazione, agli investimenti e all’internazionalizzazione, norme che puntino alla sostenibilità e all’economia circolare e, infine, una reale implementazione del mercato unico europeo.